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LE OPERE DI luca volta | Bio |
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AUTORE: luca volta
DATA: 5/10/2011
CATEGORIA: Racconto
GENERE: Avventura
Te lo ricordi? (part3)


Avevi gi pensato alla serata, a una pizza e a una birra, e a un fiume di abbracci, mentre con un occhietto, avresti sbirciato il televisore in fondo alla sala per tifare un po' Brasile. Avresti bevuto anche un paio di limoncelli, uno per brindare all'amore riconquistato, due per celebrare la sconfitta della Francia di merda. Anzi tre, perch il terzo ti avrebbe fatto durare pi a lungo quando avreste fatto di nuovo l'amore. Perch, non fare finta di non ricordartelo, a diciannove anni non eri poi chiss che cosa.
Ma alla fine del pomeriggio, dopo aver pianto un lago salato e averti baciato per ore continuando a darsi della stupida, ti moll l, tu e il tuo libro, tu la tua panchina, tu e i tuoi sogni di una serata migliore. Se ne and, perch la verit che l'amore non conta un cazzo in confronto alle garanzie. E quell'altro di certo ne offriva di pi.
Te lo aveva detto. Ma allora che cazzo era venuta a fare? E poi senza voltarsi era corsa a casa. E cosa cazzo volevano dire tutti quei baci? Nella sua stanza. E perch, se aveva detto che ti amava ancora, scompariva cos nel nulla? Nella vostra stanza. Stronza! Magari ad aspettare che arrivasse quell'altro. Puttana!
E tu, come un diciannovenne immaturo eri rimasto l al parco. Con la testa intorpidita, con il cuore sanguinante, con il culo pesante affondato nella panchina. Tu e il tuo miglior amico Bukowsky, soli assieme alla tristezza. E alla speranza di vederla tornare. Povero. Sbucare da un momento all'altro da dietro lo steccato e camminare verso di te. Povero illuso. Baciarla ancora. Ma quanti racconti avrai ancora letto? Stringerla ancora. Almeno cento pagine. Ma lei no, non sarebbe tornata. Il libro fin. Non sarebbe tornata mai pi. E il caldo, le lacrime e l'assenza presero a confondersi finch venne sera.
E vinse la Francia tre a zero.

Oggi sei qui forse perch la maestra di yoga non abita lontano e poi eri un po' in anticipo. Ma alla fine avevi voglia di tornarci. Non ti ricordavi nemmeno bene la strada, devi ammetterlo. E ti da fastidio che non ci siano pi i tavoli. I tavoli erano comodi. Come cazzo si fa a lasciare un parchetto senza tavoli?
Sorridi, mentre gli uccellini cantano alla primavera e una mamma issa il suo bambino sullo scivolo e lo osserva mentre lo lascia scorrere gi.
Ancora cinque minuti e la maestra di yoga sar a casa. Mangerai farro, forse tofu e berrai t giapponese. Scherzerete e riderete, poi la guarderai con quello sguardo l, s proprio quello e finirete a fare l'amore tutto il pomeriggio. S, perch da quando le cose non le vanno pi a gonfie vele con il ragazzo ha deciso che tu sei un buon passatempo. Tu non discuti, non fai domande, non vuoi capire, non vuoi amare, vuoi solo far l'amore e te ne sbatti del resto. Nessuna si innamorer pi di uno come te...niente garanzie e nessun futuro certo. Ma la novit che vai benissimo cos e adesso ricevi un messaggio ed proprio ora di andare.
Sorridi e ti senti bene, in forma.
Lanci un'ultima occhiata al parchetto e per un attimo vorresti provare pi emozioni e pi nostalgia.
Ma senti che non ci riuscirai perch oggi una bellissima giornata e quando tutto scorre senza intoppi difficile andare in profondit nei ricordi.
Cammini sul vialetto, salti leggero la staccionata e sali sulla macchina.
E adesso che non lo puoi vedere il parchetto ti osserva e sorride. S, anche lui si ricordava di te.


NOTE AUTORE
...in cerca di gutalax letterale
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