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LE OPERE DI Bruno Magnolfi | Bio |
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AUTORE: Bruno Magnolfi
DATA: 10/6/2010
CATEGORIA: Racconto
GENERE: Societ
La meccanica di un gesto qualsiasi


Generalmente indossava la camicia bianca col bottone del collo slacciato, con sopra una delle sue cravatte sottili, leggermente allentata, dalle sfumature scure, un po' demod. Prima di uscire si radeva con calma davanti allo specchio del bagno, concentrato su un'operazione da svolgere con la massima cura, fin nei dettagli, poi indossava uno dei tanti vestiti di cui era pieno il suo armadio. Usciva da casa tra le dieci e le undici, passava all'edicola dei giornali, salutava con un sorriso tutti coloro che lo conoscevano, poi passeggiava sul largo marciapiede del viale alberato, fermandosi a leggere per pochi minuti su qualche panchina. La prima sigaretta del giorno la fumava esattamente in quel momento, sotto al fresco degli alberi, aspirandone poche boccate.
I suoi capelli erano corti, ben pettinati con la riga a sinistra ed un ciuffetto sopra la fronte, la sua faccia era affilata, la carnagione del viso quasi scura, le piccole grinze d'espressione lasciavano immaginare una persona gioviale, simpatica, quasi leggera. Arrivava al caff quando erano circa le dodici, dava sempre l'impressione di essere uscito da poco dall'ufficio o da una riunione importante, e di permettersi un aperitivo di fretta in quel locale dove conosceva quasi tutti. Scambiava qualche parola scherzosa, si faceva preparare un cocktail leggero, si sedeva ad un tavolino da solo, giusto per rileggere qualche titolo del suo giornale, e commentarlo qualche volta a voce alta, con gli altri presenti.
Normalmente quando usciva da l andava direttamente in un ristorante che rimaneva vicino casa sua, e senza fretta si faceva servire un solo piatto, un primo o un secondo. Poi rientrava, giusto per farsi un caff in solitudine nel suo appartamento, mentre si metteva tranquillo su una poltrona dopo aver tolto cravatta e camicia ed avere indossato un abbigliamento pi comodo. Il resto della giornata seguiva pi o meno lo stesso percorso, e la sua solitudine risultava comunque sempre piena di socialit. Difficile si lasciasse andare a qualcosa di diverso, si comportava cos ormai da qualche anno, da quando era morto suo padre, e lui aveva lasciato il lavoro, ereditando alcuni appartamenti affittati che gli permettevano di vivere senza far niente di produttivo.
A volte si era posto il problema di come utilizzare tutto quel tempo libero, ma alla fine le cose pi consone alla sua personalit erano quelle, aggiungendo qualche tiro al biliardo in tarda serata, o l'andare alle corse dei cavalli al pomeriggio della domenica. Non amava trattenersi a lungo in un posto o con qualche persona, stava bene solo spostandosi per raggiungere un locale o facendo un semplice gesto di saluto verso uno dei tanti conoscenti, il resto era qualcosa che restava al di fuori di s, come se lui fosse pienamente cosciente di non riuscire veramente a far parte del mondo, ma soltanto di una piccola parte, quella scelta una volta per tutte, chiamandola vita, ma solo per una astrazione.

Bruno Magnolfi


NOTE AUTORE
Immergersi in abitudini ferree
COMMENTO DEGLI UTENTI
17/6/2010 Autore: Massimo Vaj
Il tuo un raccontare che lascia al lettore storie che deve scriversi da s, in dipendenza di ci che ...CONTINUA

 
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