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LE OPERE DI Gianpiero Moro | Bio |
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AUTORE: Gianpiero Moro
DATA: 26/2/2010
CATEGORIA: Racconto
GENERE: Viaggi
Gli angeli volano in Economy


Certe volte si fanno incontri per cui la tua vita cambia profondamente, radicalmente.
Altre volte si fanno incontri per cui la tua vita potrebbe cambiare, o per cui lo vorresti, ma non succede e alla fine non cambia un cazzo. O forse no...
Altre volte ancora si fanno incontri, e basta.
...Chiss se la rivedr ancora?

Sul pullman navetta che ci scorta all'aereo, tratta Napoli-Torino.
Met pomeriggio di un giorno in apparenza qualunque.
Aspetto la partenza in piedi, fissando dal finestrino ampio il cielo stranamente plumbeo e opprimente per essere partenopeo. Ma del resto siamo a febbraio; i soliti stereotipi climatici sul mezzogiorno... non sempre "na iurnata 'e sole", neanche qui.
Le porte sono ancora aperte, io immerso nei miei pensieri aulici che mi faccio cullare dalle vibrazioni del motore, ed entra LEI.
Mi si piazza a fianco facendosi spazio tra le persone assiepate, la guardo, prima di sfuggita e poi lo sguardo ritorna, lei contraccambia per un attimo in cui ho tempo di incrociare i suoi occhi e poi li distoglie.
CLICK. In un battito di palpebre la mia mente fotografa, e il grigiore della giornata in un istante scompare per colorarsi di un azzurro intenso, profondo e sognante.
Il cuore inizia a battere pi veloce, percettibilmente, e un'ondata di calore mi attraversa scendendo per tutto il corpo, un aumento dell'afflusso di sangue, potrebbe suggerirmi un medico.
Distolgo anch'io lo sguardo anche perch faccio fatica a mantenerlo; la mia fottuta, irrimediabile timidezza...
Riguardo il cielo dal finestrino e la mia mente attraversata da milioni di pensieri contemporaneamente, per cui non riesco a fissarne neanche uno ed come se non riuscissi a pensare a niente. A parte l'immagine meravigliosa che ho appena fotografato.
Mentre la navetta aspetta ancora i passeggeri ritardatari, a intervalli irregolari mi giro nella sua direzione sperando di rincontrare il suo sguardo; lei guarda fissa avanti.
Mi concentro sul suo profilo, i capelli, le orecchie seminascoste, la bocca sottile, studio il suo viso con meticolosit da maniaco, affamato di particolari come uno scienziato che osserva l'oggetto della sua ricerca, o l'esperto d'arte davanti ad un'opera inedita di un artista geniale.
E quando lei volge gli occhi verso la mia direzione, forse sentendosi giustamente osservata, sono io a sfuggire con lo sguardo, per non apparire troppo insistente o sfacciato, ma soprattutto perch torna prepotentemente all'assalto quell'ondata di calore dalle viscere che mi impedisce di rimanere freddo e calmo e mi fa perdere il controllo delle emozioni.
Mentre le porte si chiudono e il pullmino inizia la sua rotta verso l'aeromobile, cerco di pensare e rimanere concentrato, per trovare una frase, un gesto, un espressione che la possa in qualche modo colpire, senza infastidirla o sembrarle banale e scontata; mi convinco che forse basterebbe, semplicemente, un sorriso, sincero, non sforzato o ostentato, naturale insomma. Ma ho i muscoli della bocca, del viso serrati, come in una paresi emozionale, so che non uscirebbe altro, se provassi, che una smorfia grottesca con effetti a dir poco penosi.
Insomma il mio cervello, ci che mi suggerisce la ragione, non ha pi in questi casi alcun controllo sul mio corpo, sulla coordinazione dei miei movimenti, sulla mia capacit di articolare una qualsiasi frase di senso compiuto: una totale interruzione delle sinapsi, un'alienante scissione fra pensiero e azione. Mi sento Dottor Jekill e Mr.Hyde, contemporaneamente; la mia fottuta, viscerale emotivit...
Nelle mani tiene il biglietto, allora cerco di aguzzare la vista per vedere il numero del posto stampato su, ma inutile, e poi non mi faccio illusioni.
Riesco solamente a lanciarle qualche timida occhiata, ogni tanto, sperando in un qualche evento o intervento, umano o divino, che sblocchi questa imbarazzante situazione di stallo. Signore fa che succeda qualcosa...
Ma lei gi sopra le nuvole, gli occhi sognanti, ed io invece sono zavorrato al terreno, pesante quanto il mondo intero.

Mentre salgo la scaletta che porta su questo ultimo residuato di quella che un tempo fu la gloriosa compagnia di bandiera (Dio benedica l'Alitalia!), ridivento credente e prego di avere preso il posto a fianco a lei, in un'ora e mezza di viaggio, insomma c' il tempo per attaccare bottone, e poi la contiguit...
Passo nel corridoio e la vedo gi seduta, qualche fila pi avanti: nel posto accanto alla mia Donna Ideale c' un vecchio pelato che ha gi gli occhi chiusi appena seduto; la mia fede gi svanita.
Vorrei prendere il vecchio e scaraventarlo fuori dal finestrino, guarda che alla tua et volare fa male alle coronarie... Nel passarle a fianco la fisso intenso negli occhi, e lei mi fissa: un istante eterno in cui trattengo il fiato e in cui non sono conscio dell'espressione che pu avere assunto il mio viso, la oltrepasso e liberando il respiro mi convinco di avere il muso da cane abbandonato sull'autostrada; la mia fottuta, sempre fedele sfiga...
Mi siedo e aspetto il decollo, mentre penso a lei che aspetta il decollo e a cosa pensa: magari nervosa, o agitata, forse vorrebbe scambiare due parole con qualcuno un po' pi vivo della mummia che ha di fianco, o forse semplicemente non gliene frega niente e sta gi dormendo anche lei.
L'aereo prende velocit e si stacca dal suolo, io cerco di distrarmi provando a sentire i suoi pensieri in mezzo al frastuono dei motori spinti a massima potenza, manco avessi facolt telepatiche. Mi immagino di tenerle la mano mentre lei stritola la mia nervosamente e dirle non ti preoccupare, il tuo primo volo? Lo sai che statisticamente quasi impossibile che un aereo si schianti se la prima volta che voli? Magari alla seconda, la terza, ma alla prima no... B, c' sempre quel quasi. E' la legge dei grandi numeri.
Mentre l'aereo prende quota, ma parlami un po' di te, come mai a Torino, hai parenti, amici, il ragazzo, un cane? Ma fatti i cazzi tuoi, perch vuoi saperlo? E perch secondo te, per una statistica sulle motivazioni che spingono una ragazza a viaggiare in aereo?
O piuttosto, per i tuoi begli occhi? Inizio a costruirmi dei dialoghi immaginari e fittizi, impossibilitato a sostenerne uno reale a causa di quelle sei, sette file di posti che mi separano da lei. Merda.

Sospeso a diecimila metri dal suolo, ogni cosa terrena ti sembra pi lontana, come se ti sentissi pi vicino alle stelle: ed effettivamente cos, anche se solo per un infinitesimo; mi chiedo se a quest'altezza si possono incontrare gli angeli, se qualcuno di loro ogni tanto si spinge cos a bassa quota. Guardo istintivamente dal finestrino, nel vuoto al di fuori, nella speranza remota di scorgerne uno; e un pensiero, buffo, mi passa per il cranio: ma gli angeli, prenderanno mai l'aereo ogni tanto? Giusto perch a forza di volare con mezzi propri, a volte si stancheranno anche, magari vorranno viaggiare pi comodi; oppure quando vanno in vacanza, sempre se il Principale lass conceda loro un po' di ferie. B credo che se le meritino anche loro, poveri diav... cio, angeli.
Ma soprattutto, sempre ammesso che prendano l'aereo, viaggeranno in prima classe o in Economy? Eh no, importante invece: qui andiamo a toccare una questione non solo etica ma quasi teologica, perch pur vero che Loro sono i pupilli dell'Altissimo, insomma penso che data la loro levatura morale e la loro importanza nella scala gerarchica celeste, la loro integrit, purezza e bla bla bla, abbiano anche un certo qual diritto ad usufruire di qualche lusso e benefit in pi di noi poveri comuni mortali, a maggior ragione considerando certi elementi che volano normalmente in Business...; ma d'altra parte, proprio per il loro essere Superiori a noi, l'enorme umilt ed austerity che li dovrebbe contraddistinguere li obbliga a rifuggire ogni orgoglio e quindi a farli viaggiare in Economy. Un'altra domanda che mi viene : ma come faranno con le loro piumate ed enormi ali (invisibili a noi mortali) a stare seduti in quei micro-scomparti che qualcuno chiama ironicamente "poltrone"?
Mah! Per dirimere la questione potrei alzarmi e andare a chiederlo direttamente a Lei, per esempio se le ali le ha ripiegate in qualche modo oppure le ha riposte in valigia e ora stanno viaggiando nel vano bagagli. Bellissimo angelo partenopeo dagli occhi cristallo.
Impossibilitato a qualsiasi azione e vinto dalla stanchezza, cado in preda ad un dormiveglia in cui visioni celestiali si alternano con sogni di nude hostess provocanti con ali piumate...

Aspetto seduto con calma che la maggior parte dei passeggeri gi in piedi nel corridoio e con il cellulare all'orecchio sfili inesorabilmente verso l'uscita del velivolo e mi lasci spazio vitale necessario per alzarmi dal loculo e raccogliere le mie cose. Lei ormai sar gi scesa, ormai l'ho irrimediabilmente perduta, penso.
Sul pullmino verso l'aeroporto salgo per ultimo, e mentre parte mi guardo intorno fra la moltitudine di volti anonimi per riuscire a scorgerla, ma niente. All'entrata dell'aeroporto la ressa che spinge mi impedisce di focalizzare la mia attenzione sull'unica persona che vorrei vedere, e cammino in avanti spinto da un flusso invisibile.
Quando, fortuitamente voltandomi all'indietro, la scorgo proprio dietro di me; camminiamo all'unisono, io pochi passi avanti e rallento l'andatura perch lei possa affiancarmi.
Mi volto verso di lei e la riguardo, questa volta fissa negli occhi.
L'imponderabile succede: mi guarda a sua volta, mi si avvicina e dalle sue labbra sento distintamente uscire, rivolta a me, la parola: "Scusa..."
Durante il vorticoso e imperscrutabile roteare della giostra delle nostre effimere esistenze terrene, ci si pu trovare, pi o meno consapevolmente, ad un punto cruciale del percorso, in cui bisogna cogliere al volo l'occasione che ci capita senza stare a pensarci troppo, agire di puro istinto..........................


NOTE AUTORE
Racconto MOLTO autobiografico, anche se l'ho inserito sotto il genere "viaggi", dato che in effetti si trattava di un viaggio, di ritorno a casa. Direi abbastanza fedele all'originale, ovvero a ci che ho provato, sentito, pensato, assaporato, gustato e sofferto in quei momenti, anche a distanza di tempo quando poi ho voluto mettere su carta i miei pensieri e le mie sensazioni; mi ha stupito vedere come sono rimasti vivi a distanza di parecchio tempo...
COMMENTO DEGLI UTENTI
5/3/2010 Autore: Massimo Vaj
Noi angeli andiamo in ferie raramente, e solo per creare contrasti con la perfezione che ci rassetta le piume. Ieri ...CONTINUA

 
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