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LE OPERE DI Massimo Vaj | Bio |
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La suppostina
La caramellina
Un angelo depresso
La Scatola Nera
Odori
AUTORE: Massimo Vaj
DATA: 10/6/2010
CATEGORIA: Racconto
GENERE: Scienza
Questo il prezzo


Certo che se penso a quanti sono i morti che mi hanno preceduto mi vengono le vertigini. Questo il prezzo per vivere una vita infernale: morire subito dopo. Non ho mai voluto giocare alle lotterie, mi hanno sempre dato la sensazione di nascondere la fregatura, ma si vede che quando ero ancora una possibilit di essere, in divenire, non ero intelligente come sono adesso. Devo dire che non c' voluto molto ad accorgersi che qualcosa non andava in questa mia vita: non ho potuto scegliere i genitori, n il tempo storico, la nazione e la citt di nascita. Gi questo doveva farmi riflettere sulla possibilit che qualcosa non stesse filando per il verso giusto. Meno male che almeno il genere stato azzeccato, ch se fossi nato anche donna avrei coronato l'insuccesso prima ancora di urlare alla vita. Sar per questo svantaggio che le donne vivono pi a lungo? Per goderselo fino in fondo? Mah... un altro dilemma che non si risolver nemmeno dopo la vita, credo. S, perch dubito che il nostro morire estorca una specie di confessione al Padreterno, inducendolo a spiegarci le Sue ragioni occulte.
Ragioni o no siamo qui, tutti quanti, a fare i conti con l'imponderabile in un mondo dove tutto pesa tranne le cose pi importanti, quelle che nessuno vede, nonostante siano quelle dalle quali tutto il resto acquista gravit.
A scuola c'insegnano il coraggio, l'abnegazione, il rispetto dell'interiorit che non ha bisogno di scusarsi perch la coscienza che accusa, ma poi ti danno sette in condotta se dai retta a queste cose. Sette un bel voto in tutte le materie tranne che in condotta, perch la condotta deve essere perfetta, non sufficiente che sia mediocre. La mediocrit non serve a nulla quando si deve obbedire, l'obbedienza richiede la perfezione.
Strano percorso quello dei bambini che varcano l'ingresso della societ dei valori disattesi: viene loro insegnata l'educazione da maestri maleducati che approfittano del potere loro concesso perch se lo sono guadagnato, a fatica, non rispettando i valori che devono insegnare.

Prima ora di Geometria, Scuola Media Statale Giordano Bruno, classe 1 A

"Buongiorno ragazzi, state pure seduti"
"Buongiorno Professoressa..."
"Oggi inizieremo dalle fondamenta della Geometria, dal mattone primordiale che costituisce la pietra angolare della realt di tutte le forme"
"Chi, tra voi, mi sa dire qual' questa cosa?" una mano si lev, con qualche incertezza, tra i visi curiosi e attniti degli studenti
"Il righello?"
"Il righello te lo do io sulla testa!" riprese la prof, senza rabbia, perch alla stessa domanda, molti anni addietro, lei aveva risposto: il centimetro

"Questa cosa il punto!?"

Un sommesso brusio di sconcerto accolse l'affermazione senza intuirne il senso

"Ma il punto solo un concetto, un'idea umana senza alcuna consistenza..." si spinse a dire una vocina che due occhi, nascosti da lenti spesse, sostennero senza abbassarsi a mediazioni

"No ragazza mia" rispose la prof
"Senza quel concetto non esisterebbero tutti gli altri concetti"
a quel punto l'attenzione della classe si fece pi consistente, certamente pi di quel punto

"Come gi saprete il punto la prima realt che, in geometria, sottende ogni altra forma"
"Il punto l'unit geometrica che, replicandosi, d modo alla retta di occupare la distanza tra due punti"
"A propria volta la retta l'elemento che d forma, circoscrivendone i contorni, al piano il quale, a sua volta, costituir le forme dalle quali sono composte le figure solide"
"Dobbiamo perci riconoscere che tutti i solidi, estesi nello spazio, devono la loro forma al punto che non ha propriet e che privo di estensione e forma..."
nella classe intanto, il silenzio, anch'esso senza forma, regnava come se ce l'avesse avuta

"Ora mi aspetto che ognuno di voi estenda questa misteriosa realt esistenziale anche ad altri campi di applicazione, offrendone un esempio..."

Il silenzio ormai imperava privo di ostacoli, senza che la prof potesse accorgersi che era lui a rispondere a quella richiesta impertinente

"L'altra realt analoga al punto l'istante"
"L'attimo non ha durata, allo stesso modo del punto che non ha estensione, eppure dall'istante inafferrabile ha origine il tempo che misurato dall'estensione"
"Avrete tutti capito che l'universo generato da un Mistero che riflette se stesso, nello spazio e nel tempo, lasciando traccia di s nell'arcano dell'istante e del punto che nessuna scuola potr spiegarvi"

"Quindi non sar materia di esame, vero?" chiese una voce preoccupata

"Certo che s" rispose la prof, con fermezza
"Altrimenti come faremmo, noi adulti, a sapere se qualcuno di voi potr toglierci dalla merda?"


NOTE AUTORE
La scuola stata sviluppata da individui mediocri per essere funzionale alla mediocrit attraverso l'uniformit, spinta verso il basso, delle conspevolezze prive di creativit, utilizzando a questo scopo un apprendimento che non mai vera comprensione. Io sono stato cacciato da scuola perch considerato un ribelle, capace di far perdere il controllo persino al Preside. Adesso, appena ne ho l'occasione, mi vendico orribilmente...
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