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LE OPERE DI Massimo Vaj | Bio |
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AUTORE: Massimo Vaj
DATA: 23/6/2010
CATEGORIA: Racconto
GENERE: Avventura
Santi, ma non subito


Non c' nessuno pi disperato di un santo, e la convinzione popolare che dietro alla santit si nasconda la serenit solo il frutto di un'invidia ingiustificata. Il santo non arrivato alla decisone di essere un santo faticando, no, lui l ci stato messo dal Fato che ha visto in lui una minore quantit di difetti, rispetto alla media degli stronzi, che lo qualificavano a intraprendere una via sulla quale il santo, prima di percorrerla, avrebbe voluto sapere qualcosa di pi.
Cos, dopo la prima spinta iniziale, certamente non obbligatoria ma quasi, l'aspirante santo si dovuto avviare controvoglia, continuando a guardare indietro per rimpiangere ci che stava lasciando, e controllare anche se chi lo stava spingendo si fosse distratto. In effetti il santo sa che la via che sta percorrendo non termina nella sua presente esistenza, e questo lo preoccupa non poco, anche perch non sa ancora nulla dell'esistenza che lo aspetta.
Peculiarit della santit l'assenza di aspirazioni, e questo a un certo punto della via il santo lo capisce, anche se lui la chiama furto.
Arriva, finalmente, un giorno in cui il santo sa che non potr pi tornare indietro senza buttar via un tesoro che per lui non dovrebbe avere alcun valore, dal momento che lui privo di aspirazioni. questo un incrocio pericoloso sulla strada impervia della santit, simile a quello di chi ha regalato il pacchetto con diciannove sigarette dentro prima di aver smesso di fumare.
Di fatto il santo sa di non poter pi cadere senza doversi rovinare gravemente, e chiunque si sia arrampicato a lungo in salita sa che non pu essere altrimenti; cos continua a piantare le unghie nella propria eroica sofferenza diretta verso il cielo, e sorride dentro di s, e anche fuori di s. Deve farlo perch si sente in ridicolo ritardo sulla tabella di marcia, e anche perch l'obiettivo finale sta proprio nell'andare fuori di s... cio, da s.
Quando il santo ha raggiunto l'obiettivo finale della centralit in se stesso, che abita fuori da s, si trova nella stessa condizione di un precario che insegna nella scuola pubblica, perch libero di decidere se tornare nel mondo con un altro impiego oppure fare il disoccupato a vita. Di norma sceglie di fare il disoccupato, perch sa che se torna nel mondo il Fato noter che lui meno stronzo degli altri e lo spinger verso una nuova e migliore santit.
Naturalmente io confido che i santi che hanno smesso di assistermi ci ripensino, perch sto a met strada tra quattro abissi, e mi venuto persino il dubbio di aver male interpretato le intenzioni che ha il Fato su di me.


NOTE AUTORE
Perch si tace quando ci si guarda allo specchio?
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