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LE OPERE DI Massimo Vaj | Bio |
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La suppostina
La caramellina
Un angelo depresso
La Scatola Nera
Odori
AUTORE: Massimo Vaj
DATA: 26/6/2010
CATEGORIA: Racconto
GENERE: Letteratura
Consigli su come scrivere un capolavoro


Scrivere una storia facilissimo, a patto di non avere la storia gi tutta scritta nella mente. Quando si sa gi cosa dire ci si trova nella stessa condizione in cui un manuale d'istruzioni, che freddo, preciso, saputello e anche stronzo. Sono queste delle qualit, a parte lo stronzo, che servono a poco. Occorre che lo scrittore inventi, quando deve fare cronaca, oppure si attenga ai fatti quando deve inventare. Non semplice come sembra, perch la verit sempre in agguato, pronta a svergognare chiunque, e allo scrittore avanza solo la possibilit di convincere il lettore che la verit sta raccontando palle. Per fare questo necessario che chi scrive creda per primo alle bugie che racconta, perch se non ci crede lui non pu pretendere che ci creda chi pi intelligente di lui. Uno scrittore di talento deve dare per scontato di essere pi stupido del pi idiota tra i suoi lettori, e questa una manovra ardua, perch chi crede alle palle che racconta difficilmente d credito alla verit. Una volta superate queste prime difficolt, che scremeranno chi ha talento naturale da chi ce l'ha artificiale, si pu partire con lo scrivere un capolavoro, l'opera d'arte arriver dopo, quando i lettori del capolavoro si saranno convinti che se fosse venuta in mente a loro, una cosa cos acuta e intelligente, l'avrebbero depositata in banca e non data alle masse ignoranti.
Lo scrittore deve saper rendere interessante anche una cagata che tutti conoscono per averla sentita narrare dalla nonna sclerotica, che dopo due minuti che parla viene voglia di ucciderla senza rimorsi. Gi, i rimorsi, ecco un'altra caratteristica essenziale che non deve coltivare uno che scrive falsit.
Scrivere implica conoscere in anticipo le aspettative del lettore, in modo d'aggirarle rivoltando la storia tante volte quante sono necessarie per spiazzare il lettore. Poich i lettori sono molti -almeno si spera- si render necessario prenderne uno a casaccio come modello, secondo le ben note leggi della statistica. La cosa si complicher parecchio per gli scrittori single e senza amici, che abitano in villette non a schiera fuori dai centri abitati.
In pratica si inizia a raccontare accompagnando il lettore a farsi delle convinzioni che in seguito saranno demolite, dimostrandogli che la colpa sua se non ha notato quel piccolo particolare del racconto che noi avremo opportunamente nascosto tra le righe del sottintendere.
Operando in questo modo, ogni volta che il lettore pare abbia in mano il bandolo della matassa, non si avr pi la necessit di un finale intelligente, perch il lettore accetter qualsiasi cosa pur di chiudere il libro e regalarlo al suo peggior nemico. D'altronde l'arte dello scrivere si appoggia sulla diffusione, e a noi che cazzo ci frega se quei due sono nemici. Chi pensa che il passa parola che determina il successo di un'opera abbia solo valenze positive, non ha capito la ragione per cui la Divina Commedia il libro pi conosciuto e meno letto dopo la Bibbia.


NOTE AUTORE
Io non sono tra coloro che nascondono le proprie qualit, chiamando umilt l'ipocrisia, io dico pane al pane e pesce al pesce... no, forse quella era la storia del lago di Tiberiade...
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