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LE OPERE DI Massimo Vaj | Bio |
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AUTORE: Massimo Vaj
DATA: 19/7/2010
CATEGORIA: Racconto
GENERE: Avventura
Il Frigo


La marca, incisa in giallo sopra all'etichetta, di pregiata plastica ingiallita dal tempo, non era pi leggibile, ma secoli prima doveva essere stato un frigo che aveva detto il fatto suo.
Mani affettuose e solerti lo lucidavano di continuo, quasi imbarazzandolo. Lui era il frigo pi lucido e bello della pi brutta e squallida favela di Rio de Janeiro, la Manguinho, ed era anche l'unico ad avere un freezer in testa che, anche se a intermittenza, funzionava. Rubava la corrente a un filo che correva, trattenendo il vomito, sopra una collinetta di immondizia pressata, nella quale era stata scavata la casa che lo esponeva orgogliosa agli sparuti visitatori che andavano a trovarlo.
Il Frigo era stretto da una grossa catena che ne impediva l'apertura e, contemporaneamente, lo fissava a un palo di ferro che spuntava dall'inferno che ribolliva sotto, ma non troppo lontano, da quella superficie che non aveva niente di superficiale.
Di giorno il Frigo riposava, ronzando freon nelle sue vene di ottone, ma la notte la sua porta si apriva, col permesso della catena, mostrando luci da ribalta.
Era uno spettacolo grandioso, che ricordava il brillio nel cuore del Cristo Redentore, il Dio che riusciva ad abbracciare persino i ricchi, in quella bolgia di milioni di disperati.
Guardie armate proteggevano il suo fresco e prezioso contenuto, sulla natura del quale il Frigo nutriva qualche sospetto.
Forse fu per questo che, nessuno sa dire se di giorno o di notte, il cuore del Cristo Redentore prese a piangere e le sue lacrime sciolsero i dubbi al Frigo, insieme alla coca che conservava. Lo demolirono a colpi di mitraglietta e lo finirono a calci rabbiosi, ma la sua luce dentro non riuscirono a spegnerla.


NOTE AUTORE
La cocaina droga governativa, adatta alle bestie che si scoperebbero le gambe del tavolo, tanto quanto l'alcol o l'eroina che le stesse bestie usano per calmarsi dopo.
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