NonPubblicato            
LE OPERE DI Massimo Vaj | Bio |
http://www.nonpubblicato.it/opere/28/0/0/Massimo-Vaj.np
Stampa Aggiungi ai preferiti Invia Link a un amico Facebook Rss
Nascite diverse
Un dover morire anticipato
La dolce furia
La gara
Il tempo
Sul valore della lettura
La Verit e il valore
Articoli essenziali della Costituzione italiota
Avrebbe potuto
Un caso quasi umano e il forum
Sull'eutanasia
Disagio mentale
Nonostante tutto
Essere scrittori...
Sull'uovo e la gallina
Il perch del mio scrivere
Catechesi miniaturizzata
Sindrome
Libert difettose
Umani
Il Saggio
Esseri di luce
Il MultiRobot (continuo)
Il MultiRobot
Deceduto ieri
L'ultima Centrale
Gli Gnu non soffrono di solitudine
L'Intelligenza universale
L'Appuntamento
Il cacciatore di luce
La legge del Sempre
Predestinazioni
Intelligenze diverse
Essenzialit conoscitiva
Il Prescelto
Il piazzista
La giornata del ricordo
Logica vuole...
La cellula dormiente
I Terrestri
Ai confini della nostra galassia
Valori primitivi
Sacre ragioni
Speranze diverse
Il respiro dell'universo
Una specie speciale
La madre di tutte le guerre
La gente dello sballo
La catarsi razziale
Un'illuminazione
Per un pelo
Bilie
Libro elettronico o cartaceo?
Timidezza
La matrice del Fato
Il ponte del Saltone
Il Maestro di nessuno e la chiave
Fiat Lux
Il Frigo
L'ultimo rumore
Le nozze di Cana
Chicco
La Sala d'aspetto
Grazie disgrazie
Consigli su come scrivere un capolavoro
Centomila miliardi di cellule
L'odio
Romanzo o racconto?
La vera storia di Cappuccetto rosso
Santi, ma non subito
Non ancora
Sfida all'ultimo attimo
Dialogo con Dio
Alba Della Morte
Clostridium tetani
Angoli ciechi
Non ci posso credere...
Questo il prezzo
Disamina accorata sul blocco dello scrittore
La "scrittura non creativa"
Incidenti accidentali
L'editing
Vasi comunicanti
Maschere
Profeti
Amele
Forum Vitae
Mistero
Dita
Sesso intelligente?
Colazione da Tiffany
Lo strano sogno di Vidharr (1 parte)
Lo strano sogno di Vidharr (2 e ultima parte)
Analisi del Non possibile
L'acquario al centro dell'Aula Magna dell'esistenza
La necessit dell'odio misurato
Un morire incessante
Drammatizzazione
La speranza
Effetti collaterali
La verit sulla Verit
Calci al vuoto
Alla guerriglia
Quella volta che persi le mani alla stazione...
Angeli
Davanti alla luce
Il buco
Il ragno
L'ho fatta felice!
La "sindrome del foglio bianco"
La ragione dell'esistenza
L'evoluzione
La guerra e la pace
La vecchia e il monaco
Tre storie
Da che parte sta la verit?
Istanbul 1978
L'Ingegnere
Due feste differenti
La suppostina
La caramellina
Un angelo depresso
La Scatola Nera
Odori
AUTORE: Massimo Vaj
DATA: 1/1/2009
CATEGORIA: Racconto
GENERE: Biografia
Quella volta che persi le mani alla stazione...


Avrei dovuto lasciarmi andare allo scorrere della sorte, sapendo che quando lei non ti ama ha le sue ragioni che vogliono solo il tuo bene, ma quando si appartiene a un popolo sovrastato da un fato oscuro, l'abbandono sarebbe stato l'equivalente di una resa incondizionata.
Ogni nazione, e con lei le sue citt e i paesi, perfino gli uomini e forse anche gli insetti si sentono al centro dell'universo, e quando questo universo ostile occorre porvi rimedio. Per la nazione pi facile farlo che per un uomo e io, fino a prova contraria, sono un uomo. O, almeno, lo sono stato fino a quando non decisi di correre pi forte del destino. Neppure il destino ha vita facile, quando il suo obiettivo si ribella. Non un dovere di ogni uomo ricucire gli strappi che si aprono davanti ai suoi desideri, quando desidera il bene per s e per coloro che gli stanno vicino?
Impugnare un Kalashnikov non rientrava nel mio stile, io ero pi vicino ai grilli che friniscono nelle loro tane facendo in modo che nessuno possa individuare il loro canto, tranne il cielo. Per questo mi mossi nell'ombra del mondo oscuro, per questo scelsi di giustificare il mio operato attraverso un fine superiore all'atto, e mi parve che il non poter leggere la buona intenzione che mi motivava, nelle cose che facevo, fosse una tortura sopportabile dalla quale il risultato delle azioni compiute mi avrebbe, prima o dopo, trascinato via.
Il modo migliore per nascondersi confondersi, sia nei propri pensieri che tra i pensieri della gente.
E io, tra una moltitudine di persone, strisciavo felice, perch sapevo che da quella baraonda avrei tratto il nutrimento che avrebbe dato tempo alla mia anima di trovare l'uscita giusta alla mia vita. Rubare in Afghanistan sarebbe stato troppo pericoloso, per questo sono venuto in Europa, e poi nella mia terra la folla la si incontra solo ai funerali e l, se ti prendono che rubi, ti tagliano le mani. Qui sono meno civili e, al massimo, ti fai un mese di prigione.
Avevo imbrogliato le carte con le quali il mio destino individuale giocava con l'altro, quello universale, quello che obbliga tutti gli esseri ad arrivare alla casa di Allah.
Il portafogli che avevo in mano era il pi gonfio tra tutti quelli sfilati quel giorno, e la macchia di gasolio, sul marciapiedi della stazione, pi nera della mia pi pura intenzione. Ci scattai sopra e scivolai sui binari proprio mentre il treno del destino arrivava, e non ebbi la forza, e forse nemmeno la voglia, di lasciare il tentativo con il quale le mie mani cercavano i soldi, o forse cartaccia inutile, all'interno dei binari.


NOTE AUTORE
Microracconto scritto per un titolo difficile da svolgere datomi da altri.
COMMENTO DEGLI UTENTI
3/3/2010 Autore: Walter Fano
... un compito svolto in maniera esemplare

 
Nuovo utente | Password dimenticata
Email:
Password:
GENERE
COSA LEGGONO GLI AUTORI

Venuto al mondo
Margaret Mazzantini
1 Commento
Aforismi di Zurau
Franz Kafka
1 Commento
L'arciere del Re
Bernard Cornwell
1 Commento
Notti Bianche
Fëdor Dostoevskij
1 Commento
Il profumo
Patrick Sskind
2 Commenti
Sagap
Renzo Biasion
1 Commento
Panino al prosciutto
charles bukowski
1 Commento
Mostra Tutti
Credits | Segnala un abuso | Contatta la redazione | Privacy | Condizioni di utilizzo | P.iva 09749640018
  Facebook