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LE OPERE DI Massimo Vaj | Bio |
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AUTORE: Massimo Vaj
DATA: 1/1/2009
CATEGORIA: Racconto
GENERE: Avventura
L'ho fatta felice!


Non ho mai regalato nulla a mia moglie, in trentacinque anni di litigi appassionati nei quali, alle sue ragioni evidenti, opponevo le mie motivazioni, altrettanto evidenti, ma che si scostavano dalle sue per il carattere di esiguit, intriso di scarso valore, che le caratterizzava. A volte ornavo questo mio rinfacciare con l'accusa di essere ancora vivo per colpa sua, che lei ricambiava con la constatazione di essere gi morta per merito mio.
Questo ultimo caso mostra la mia generale e risaltante ragione globale, in un mondo dove l'essere vivi rappresenta una fregatura. In effetti, a dire il vero, una volta un regalo glielo feci, e non parlo di quando tentai la fuga da casa: tornavo dal secondo turno di lavoro, quello che finiva alle undici di sera; ero in moto e sulla strada per casa vidi, inaspettatamente per l'ora tarda, un furgone napoletano che vendeva rose a basso prezzo. L'aveva sicuramente messo l il Padreterno, pensai, con la Sua solita, discutibile, ironia, perch quel giorno era il compleanno della mia compagna, giusto il trentun gennaio, e faceva lo stesso gelo di quando noi si litigava. Mi fermai, contrariamente ai miei principi meno sacri che santi, e le comprai dodici rose (come gli apostoli o i pastelli nella confezione economica) e le legai, per il lungo e in un bel mazzo solidale, appoggiate coi gambi sul retro della sella e i boccili adagiati sul piccolo portapacchi dell'enduro.
Pagai, recalcitrante, i soldi per quel mazzo di fiori che avrebbe potuto appannare gli splendidi occhi azzurri della mia amata, e partii con estrema cautela. Percorsi a fatica quei pochi chilometri rimasti, nel buio della tangenziale autostradale e a una velocit penosamente bassa e rischiosa, tra gli scoppiettanti sentimenti d'orgoglio per la titanica impresa che stavo portando a termine.
Arrivai finalmente sul lungo e dritto viale di casa che consumai con un'ultima breve accelerata di contentezza la quale, complice il saltellio ridicolo dei tasselli da fuoristrada, forz il destino a imprimere un valore diverso alla sorpresa che avevo architettato.
Suonai alla porta e mia moglie prese forma, quasi magicamente, davanti alla statua congelata dall'imbarazzo che mi conteneva sostenendomi.
I suoi occhi si inumidirono come mi ero aspettato, anche se per ragioni diverse, nel prendere con delicatezza il mazzo di lunghi gambi, spinosi e spelacchiati, con un solo bocciolino ancora quasi intero nel mezzo. Mi baci quindi, con trasporto, ridendo.
Ero riuscito a farla felice.


NOTE AUTORE
Il maschio che "fa la festa" alla donna 365 giorni all'anno, la festa della donna non la capisce proprio...
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