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LE OPERE DI Massimo Vaj | Bio |
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La Scatola Nera
Odori
AUTORE: Massimo Vaj
DATA: 9/10/2011
CATEGORIA: Racconto
GENERE: Riflessioni
Essere scrittori...


La prima cosa che deve essere considerata, quando si decide di essere scrittori, non la qualit della propria intellettualit; quella non interessa nessuno che non sia intellettualmente inclinato alla comprensione, ma nessuno che abbia questa inclinazione legge le cose che scrivono altri, perch gi fatica a leggere le proprie per correggerle. Dunque altre dovranno essere le caratteristiche necessarie a stimolare l'assenza di intelligenza nei lettori. Intanto bisogner essere circospetti, per non incorrere nel rischio che il lettore possa sospettare che aver deciso di leggere uno scritto non alla sua portata di comprensione corrisponda a un'altra mortificante perdita di tempo, come quando si segue un corteo funebre da troppo lontano per accorgersi che il nome del morto sulle corone di fiori non corrisponde a quello che si l a piangere. Uno scritto, che sia romanzo o racconto le cose non cambiano, deve indurre il lettore all'identificazione che gli fa dire: "Questa roba mi ricorda certe mie intuizioni, ma se l'avessi scritta io sarei stato pi esaustivo"
Naturalmente il lettore medio non conosce il significato di "esaustivo" e avrebbe detto "esaurito", i due termini essendo, a volte, sinonimi dello stesso disagio.
Per uno scrittore di capitale importanza stupire senza costringere il lettore al confronto diretto. Il plurale majestatis un modo di presentarsi in tanti, tutti d'accordo sulla stessa cagata, cos da far sentire chi legge una minoranza che, probabilmente, sta dalla parte della ragione come storicamente accaduto a tutti gli oppressi.
Guai a mettersi in cattedra, pontificando di cose incomprensibili, a chi si vendicherebbe di conseguenza.
Lo scrittore non deve mai addentrarsi nel tunnel spirituale del lettore, perch correrebbe il rischio di dare avvio a un'altra religione della quale non si sente il bisogno.
Si deve schivare come la peste ogni disquisizione che faccia insorgere, in chi legge, il dubbio di non aver capito la vita, perch questo dubbio sarebbe odioso anche per un bimbo di cinque anni.
S, lo so anch'io che, alla fine, seguendo questi miei consigli ci si troverebbe ad aver scritto la lista della spesa, ma uno scrittore dovr pur mangiare... o no?


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