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LE OPERE DI Massimo Vaj | Bio |
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La suppostina
La caramellina
Un angelo depresso
La Scatola Nera
Odori
AUTORE: Massimo Vaj
DATA: 25/10/2011
CATEGORIA: Racconto
GENERE: Avventura
Un caso quasi umano e il forum


Non c' nessuno che conosca, pi di quanto sappia un impasticcato, la profondit delle rughe di beatitudine che la vita imprime sulla sofferenza dell'essere conosciuta, e Massimino, in questo, non rappresentava certo un'eccezione. Come tutti gli infelici di questo mondo era afflitto dalla necessit di tirarsi su il morale. Non che un impasticcato avesse proprio una morale, ma l'insieme di cazzate che gli servivano per sopravvivere senza farsi linciare dai frequentatori di chiese, a lui pareva potesse rappresentare un succedaneo che avrebbe assolto il gravoso compito. Quando nemmeno strappare le catenine d'oro alle vecchiette ti soddisfa pi, ecco che capisci essere arrivato il momento per trovare conforto nell'infelicit delle altre persone. Il computer a questo serviva. Avrebbe potuto comprarsi un sacchetto di roba psicodrammatica decente, vendendo quell'ingombro elettronico assurdo pieno di rumorini sintetici, ma la felicit spremuta non sarebbe stata della stessa qualit. Il computer gli consentiva di conoscere disgrazie che avrebbero fatto impallidire dalla vergogna un secondino del braccio della morte, e nel bestiario che la rete esponeva si potevano pescare casi altamente incoraggianti che ridicolizzavano le proprie tragedie personali. Uno di questi lo intrigava assai, sollevandolo dal dover ricorrere all'inquietante smorfia dello spacciatore appostato fuori dalla farmacia sotto casa. Era, quello del forum, un caso quasi umano, di una tristezza tale che sarebbe riuscita a riempire di speranze anche i prigionieri di Guantanamo, se avessero avuto un computer collegato al Web.
Ogni volta che Massimino era in debito d'ossigeno, di THC, di LSD, o aveva semplicemente finito i fiammiferi, si collegava a un forum; era un luogo virtuale ridente, dove nessuno pativa l'impoverimento intellettuale che riempiva di felicit le tasche nascoste della stupidit; un luogo ameno dove si adoravano scarpe zeppolate di puttanone da spiaggia, disprezzando i valori dello spirito, e vi digitava sopra, frenetico, alla ricerca della soddisfazione che non ha prezzo: un confronto nel quale la sua disperata storia personale potesse costituire un esempio di rettitudine, abnegazione e culto della santificazione dell'anima.
L poteva discutere di cose abbiette, facendole risaltare nel fango circostante come fossero perle di saggezza. Gli avatar coi quali interloquiva erano esterrefatti da tanta impudenza che aveva, nello sprezzo del pericolo, il filo rosso che legava tra loro le realt basse di un mondo che agli occhi stupefatti dei frequentatori corrotti di quel luogo infernale risultava avere connotazioni da paradiso celeste.
Un forumista in particolare, tale Rimbambleto, sventolava valori di mafia fascista come fossero ricami di un vessillo da esporre nel tempio dello spirito del guadagno personale. Un altro, sedicente anarco-comunista, grasso come uno di quei salsicciotti pieni di mistero che servono, a fette, nelle mense aziendali, pontificava cagate isteriche che risparmiavano, per misericordia nostrana, solo la sua mammina. Ma l'ambiente dove si godeva maggiormente era il salotto buono degli intellettuali colti, l dove non oserebbero sedersi nemmeno le aquile dal pensiero acuto come la vista, dove si sciorinavano teorie mal comprese, si facevano citazioni diverse da quelle che s'incrociano nelle stanze dei tribunali, e s'avanzavano ipotesi ardite sul colore delle mutande degli angeli. Disquisire di cultura con questi figuri dava la stessa soddisfazione di un pugno dato allo stomaco dell'amministratore di un condominio, ed esentava dal bisogno di stupefarsi chimicamente.
Infine c'era il lato femminile del forum, dove la velenosit e la cattiveria gratuita signoreggiavano leggiadre, in un balletto dove gli occhi dello spettatore mai si sollevavano dal loro culetto virtuale, compiacendo, di conseguenza, l'autostima delle pulzelle danzanti.
Ma allo stesso modo di quanto accade nei cimiteri tutto, a questo mondo, ha un termine, e pare anche che la felicit non lo ignori. Cos, per assicurarsi l'incerto domani, anche l'oggi dovr essere spento. Spento come le coscienze di un mondo che da un tipo di virtualit si deve trasferire a un'altra virtualit, quella che non sar mai soddisfatta di s fino a quando non conoscer le ragioni del suo esserci, e quando queste saranno conosciute... non segner altro che l'inizio di un'avventura dalla disperazione ancora pi crudele...


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