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LE OPERE DI Massimo Vaj | Bio |
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AUTORE: Massimo Vaj
DATA: 26/12/2011
CATEGORIA: Racconto
GENERE: Avventura
La dolce furia


Sopra all'immane vortice cosmico, scandito dallo scorrimento del nastro del tempo, quello che si avvolge e svolge attorno alla centralit silenziosa, immobile opera il Vuoto che non si riempie mai. Non un luogo dove la durata ha accesso. Non nemmeno un luogo n pu dirsi essere un istante eterno perch l'istante, pur essendo privo di forma e durata, un istante, mentre quel Vuoto non si pu dire che sia, perch anche oltre l'essere.
E pure oltre l'essere oltre.
L dentro, o l fuori, opera l'intenzione che pu tutto tranne che contraddire se stessa.
Io, umile impiegato di terzo livello con mansioni extra-vitali, sono addetto al recupero crediti.
Lo so che un lavoro disprezzato da tutte le creature dell'universo, sono stato avvertito dei rischi quando mi stato offerto l'impiego, ma ho accettato di buon grado di lavorare, senza avere altro interesse diverso dall'obbligo di assecondare un bene comune.
Che, poi, il dover morire sia necessario alla vita... non cosa che mi ha visto implicato nella sua determinazione progettuale.
Il dover recuperare crediti evasi, considerato da una specialissima visuale, significa far morire gli esseri che pulsano di vita.
Una vita, deve essere ben chiaro a tutti, che mai da considerarsi una propriet, individuale o collettiva la si voglia intendere.
La vita, come stata donata, va anche tolta per poter essere rigenerata.
Non una questione che vede implicata alcuna morale bancaria, di un ordine diverso da quello della convenienza comune.
Qui si fa il nostro dovere, che sovrapponibile al vantaggio di tutto ci che ruota.
Per sfuggire all'attenzione di questo ufficio si deve smettere di ruotare; e solo a dirlo mi vien da ridere, perch ogni minuscola vibrazione corrisponde, in effetti, a una impercettibile micro rotazione.
Smettere di ruotare significa fare il percorso inverso che ha portato alla vita... a ritroso fino al punto immobile che apre all'ufficio centrale, dietro alla scrivania del Capo Struttura.
Ma fino a l ci arrivano in pochi.
Di solito il mio ufficio che si occupa del pagamento crediti, e del successivo riciclo delle anime che si sono perdute nell'indeterminatezza data dall'aver vissuto, errando in tondo, nella speranza di centrare un orizzonte rincorrendolo sulla superficie.
Obiettivo il quale, invece, sta nel centro della rotazione, che il suo ufficio interno.
In definitiva io distribuisco morte.
Non decido io come darla, ovvio, ne regolo soltanto lo svolgimento.
L'ufficio sopra il mio d la vita, secondo una procedura standardizzata e consolidata da tempo immemorabile:
Si parte dall'infimo zero, attorno al quale si concentra l'intenzione vitale; noi lo chiamiamo "embrione d'oro", non perch sia di vile metallo, ma per il suo luccichio interno.
Si pu dire che quel brillio sia della stessa natura del Mistero che lo ha determinato, per riflessione, senza perdere nulla di S.
Fatto il primo e pi importante passo la creazione ha inizio, e lo zero si afferma facendo il suo ingresso nella giostra dell'esistenza, iniziando a vibrare in sintonia col vortice universale.
uno spettacolo indimenticabile, soprattutto per chi, come me, dovr ricondurlo al punto dal quale ha preso avvio.
Comunque da quello sfavillio che la vita inizia a pulsare di desiderio, e sar nella stessa luce che si placher la sua dolce furia vibratoria.
Mio compito quello di tenere la furia per mano, riaccompagnandola a casa al compimento del suo ciclo vitale, pronta per essere rivestita con l'abito nuovo che si guadagnata vivendo.


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