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LE OPERE DI Massimo Vaj | Bio |
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AUTORE: Massimo Vaj
DATA: 1/1/2009
CATEGORIA: Racconto
GENERE: Riflessioni
La ragione dell'esistenza


L'esistenza ha la sua ragione d'essere, anche se questa ragione pi che il semplice o complesso essere. Da questo punto di vista chiedersi se Dio esiste contraddittorio, perch se esistesse non sarebbe Assoluto, dal momento che Assoluto significa senza limiti, e l'esistere costituisce un'affermazione e, quindi, un limite, anche se il primo tra i limiti. Ogni realt esistente mostra di avere una ragione d'essere e l'uomo attribuisce il termine "caso" solo a ci che ha ragioni imperscrutabili, ma se il caso legiferasse... ogni suo effetto conterrebbe traccia della casualit e non esisterebbero principi diversi. Quindi si deve immaginare che anche l'esistenza tutta abbia una sua ragione di essere che anche, necessariamente, sua causa e principio. Se si guarda all'esistenza nella sua globalit si dovr trovare un principio primo che la contenga come effetto. L'Assoluto non un principio, perch oltre i principi, sia al primo che a quelli che lo seguono in una ordinata gerarchia che si divide sempre pi, nel suo allontanarsi dal Centro che l'ha determinata. Il Centro non si divide, perch il riflesso dell'Assoluto e di Quello tiene traccia, la quale causa pi prossima al Mistero. Per questo il punto, in geometria, detto non avere estensione. Il Principio primo ci che si vorrebbe chiamare "Dio". La prima divisione che origina dal riflesso speculare dell'Assoluto innominabile data dal "Non essere" e dall'"Essere". Ci che chiamiamo Dio, pur essendo la prima causa dell'essere, ancora non partecipa all'essere, perch nessuna causa partecipa ai suoi effetti. Per questo "Dio" rientra ancora nel "Non essere". Poich la modalit della manifestazione della realt relativa ciclica, si deve dire che la ragione d'essere della ciclicit la realt che a questa ciclicit non partecipa, allo stesso modo per il quale ogni centralit ragione di ogni circonferenza che determina. La ragione d'essere della dimensione relativa sar la non relativit, come il fine della prigionia deve essere la libert. La ragione d'essere dell'esistenza tutta non nell'esistenza, ma nell'affrancamento dalle sue costrizioni. Il fine della libert relativa non pu essere che la Libert assoluta.


NOTE AUTORE
Ci che vedo, nell'immediatezza dell'intuizione diretta, lo riduco in pensiero indiretto e consequenziale, il quale, come facile intuire, anche nella sua imprecisione, non una mia ipotesi n idea che mi sono inventato. La realt non mai un'invenzione n un'idea, semmai l'idea che reale anche quando non conforme alla verit, nel senso che una "vera" idea errata. Il mio intento non quello di inculcare "verit" individuali, dal momento che quelle universali non possono essere comunicate nella loro essenza non relativa, ma mettere in discussione teorie prive di senso che sono il frutto di ci che chiamato "buon senso". Per fare questo procedo dai principi universali, che conosco perfettamente perch per via diretta e non mediata dalla mente, e proseguo attraverso la logica spingendola alle sue estreme conseguenze. Non ci si deve aspettare, per, dalla logica, tutta la verit, perch la logica contenuta dalla Verit, e non il contrario. Per questo la Verit non pu essere totalmente contenuta dalla logica. La Verit che eccede la logica non "irrazionale", ma bens "sovra-razionale" e incomunicabile.
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