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LE OPERE DI Massimo Vaj | Bio |
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La caramellina
Un angelo depresso
La Scatola Nera
Odori
AUTORE: Massimo Vaj
DATA: 1/1/2009
CATEGORIA: Racconto
GENERE: Avventura
La vecchia e il monaco


C'era una volta un monaco il quale, dopo estenuanti sforzi di concentrazione e meditazione, ancora non aveva ricevuto dall'alto il Satri (il risveglio dell'iniziazione). Non che lui sapesse esattamente cosa fosse questa nuova dimensione dell'essere, nessuno che non l'avesse vissuta poteva immaginarsela, ma vedeva il suo compagno, che l'aveva ricevuta e attualizzata, cambiato molto, e mai gli riusciva di coglierlo in una qualsiasi contraddizione di un sapere che appariva essere pi che semplicemente logico, e aderente a principi consequenziali dei quali non si riusciva a coglierne la misteriosa essenza. Decise infine, scoraggiatosi, di lasciare il cammino nello Spirito che l'aveva deluso e che sembrava respingerlo con sdegno. Lasci quindi il Convento del Tempio e, con la sacca del pane duro che si lasciava solo succhiare, a causa di denti che parevano gelosi delle poche pietre giallastre indicanti il cammino, s'inoltr per la foresta. I suoi occhi incorniciati dal pianto si rispecchiavano nella pozza in cui la sua anima stava annegando. Stette, in quella foresta, sette lunghi anni ancora, perch non gli riusciva d'allontanarsi molto dal Tempio, nutrendosi d'ortiche e bacche, al punto che la sua pelle assunse sfumature di fiamma, uguali al colore di quel succo. Un giorno per, qualcosa cambi nel suo essere, e lo fece in modo rapido e fugace. Quando stava al Tempio aveva ricevuto, attraverso un misterioso e Sacro rito celebrato dal suo Maestro, nel silenzio di una preghiera, la possibilit di essere messo alla prova nell'influsso Spirituale del Centro di ogni cosa ma, apparentemente, nessun effetto ne era sortito e, fino a quel momento, nemmeno una lucciola si era accesa per lui. Quel giorno invece fu certo di vedere da dietro il raro bagliore di diamante che, come fulmine, diradava le ombre.
Il suo intuire gli si apr nell'occhio dello Spirito e una nuova visione esplose calma nell'attimo che il Mistero dona di s.
Vide i Principi dell'esistenza e di ci che superiore all'esistere senza che, per questo vedere, la sua mente dovesse fare un solo passo. Fu come nel volare dell'anima, quello che osservava ai lati del sentiero che lo riport al tempio, e un'esigenza nuova valutava orizzonti nuovi e allargati da una consapevolezza diversa. Addirittura gli riusciva il fissare negli occhi animali selvaggi che non rifiutavano pi la sua energia e lo guardavano come fossero irretiti in un tiepido calore materno. Arrivato nei pressi del Tempio si avvide che, al suo esterno, c'era un mercatino di nomadi con numerosi frutti colorati esposti che non aveva mai visto prima e, volendo portarne qualcuno in regalo ai monaci, pens di ottenerli scambiando l'unico oggetto di un qualche pregio che possedeva: un anello d'argento da sopra il quale sbirciava un piccolo fossile turchese. Si mise dietro alle persone in fila al banchetto, e attese paziente e gioioso. Una vecchia barbona zoppicando, butterata e fasciata da lacere vesti gli si affianc prepotente e, spintonatolo sul fianco, gli si piazz davanti, guardandolo di traverso da sotto una gobba storta e aggrumata, con un filo di bava verdastra che le colava, lenta, sulle vesti maleodoranti e acide.
Lui, dopo gli ultimi anni vissuti in solitudine e non pi avvezzo alle relazioni tra uomini e, tanto meno, con le donne delle quali serbava un unico sfumato ricordo di madre, fu preso da una rabbia intensa che gli fece dare una spinta alla vecchia, la quale ruzzol nella terra polverosa dove si adagi anche la bava condensata e divenuta il Tao pi disgustoso che lui avesse mai visto. Lei, invece che bestemmiargli contro come lui si sarebbe aspettato, da dietro un brillio degli occhi neri, gli sorrise amorevole dicendo: "Non basta vedere la Conoscenza per quello che la Legge Eterna vuole che sia, figlio mio adorato, adesso il tuo dovere viverla per quello che Lei ti mostra" e si dissolse cos, in una spirale di polvere che non si pu sporcare della polvere lasciata dal tempo...


NOTE AUTORE
La teoria privata della prassi resta una parola vuota di significato, tanto quanto la prassi senza una teoria che la ordina pericolosa e vana agitazione.
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