NonPubblicato            
LE OPERE DI Massimo Vaj | Bio |
http://www.nonpubblicato.it/opere/28/0/0/Massimo-Vaj.np
Stampa Aggiungi ai preferiti Invia Link a un amico Facebook Rss
AUTORE: Massimo Vaj
DATA: 1/1/2009
CATEGORIA: Saggistica
GENERE: Riflessioni
Dio e il male


Il problema che voglio affrontare riguarda la relazione nella quale si trova l'aspetto personale della Realt che chiamiamo Dio, e il male che affligge il mondo.
Ne voglio parlare perch ho visto che quando le persone soffrono, o vedono gli altri soffrire, si chiedono il perch Dio non interviene a che questo male cessi.
Dal punto di vista umano ci pare assurdo che Dio possa eliminare il male e non lo faccia o, ancora pi assurdo, che lo voglia fare, ma che non possa farlo. Perch sappiamo che Lui onnipotente e misericordioso.
La questione, che ci colpisce cos da vicino, riguarda il fatto che il male una condizione relativa e non assoluta. Quello che chiamiamo "male" quella realt che consente al bene di essere, attraverso una relazione di lotta che ha, come scopo finale, lo stesso scopo dell'esistere. Questo fine la Conoscenza di s e della realt che ci circonda e contiene, legiferando con i propri, non morali, principi. La conseguente attuazione di questa conoscenza, dei principi che si sono cos conosciuti, la condizione necessaria a che questa conoscenza acquisti senso e pregio. Il male relativo al bene e il bene relativo al male ci permettono di vivere, ed entrambi sono la conseguenza delle leggi che Dio emana nell'esistenza e che sono il Suo riflesso nella sfera delle relazioni, ed capovolto nei confronti della realt unica che rispecchia, divenendo molteplicit relativa.
Ora occorre precisare che l'onnipotenza di Dio non pu annullare ci che Dio , inoltre, se si vuole essere rigorosi al principio che Lui rappresenta, bisogna dire anche che ci che chiamiamo Dio "" pi dell'esistere oltre al fatto che, essendo Lui il principio dell'esistenza, proprio per questo non partecipa direttamente all'esistenza come, anche nella realt relativa, nessuna causa partecipa ai suoi propri effetti n da questi modificata.
E Dio il quale, in quanto assoluto pi che un essere, libert totale, potenza e atto indissolubilmente uniti e irradia, nella realt relativa, la propria unit la quale, nel relativo riflesso, da immobilit centrale diviene movimento, da unicit diventa molteplicit, il sopra necessita del sotto, il dentro del fuori, il superiore dell'inferiore. Il bene diviene cos relativo e, per questa ragione, conterr il male come una possibilit di essere, e il male, a sua volta, conterr il germe del bene. Ognuno dei due potr trasformarsi quindi nell'altro, come il giorno si trasforma nella notte e la notte nel giorno, e questo perch nel giorno gi presente, in potenza, la notte e nella notte c' l'embrione della luce che non esisterebbe senza un buio da illuminare. Noi viviamo perch il battito del nostro cuore segue la stessa legge: sistole e diastole sono il nome che noi diamo alle fasi cardiache di questa alternanza. Camminiamo nella stessa armonia di equilibri, muovendo in avanti il piede destro insieme alla mano sinistra e lasciando indietro il piede sinistro e la mano destra. Respiriamo inspirando ed espirando, vegliamo e dormiamo per lo stesso principio. Naturalmente, questa stessa legge comprende sia la regola che l'eccezione a questa regola ed entrambe poi si ricompongono nell'Unit dalla quale provengono e alla quale ritornano, nel movimento ciclico che il modulo d'espressione di tutto l'universo manifestato e anche di ci che manifestato non . E questa alternanza legge divina, che origina e permette la vita intera. L'Assoluto che chiamiamo Dio pu eliminare un male, ma non tutto il male perch, se lo facesse, tutta l'esistenza cesserebbe di avere un fine e si ritirerebbe nella sua Causa, che l'Assoluto stesso, e noi cesseremmo di avere un motivo per esistere e rimarremmo chiusi nella potenzialit dell'imperfezione che contenuta nella Perfezione.


NOTE AUTORE
L'Assoluto non pu essere n un essere e neppure la fotocopia dell'idea che gli umani hanno di Dio, ma Dio la sua prima espressione nel "Non manifesto" e da questa espressione, non ancora affermata, deriva la manifestazione della realt relativa. Naturalmente nemmeno Dio un essere, ma essendo pi che un essere pu esprimere da s anche l'essere.
COMMENTO DEGLI UTENTI

 
Nuovo utente | Password dimenticata
Email:
Password:
GENERE
COSA LEGGONO GLI AUTORI

Shantaram
Gregory David Roberts
1 Commento
Narciso e Boccadoro
Hermann Hesse
1 Commento
La spada e il calice
Bernard Cornwell
1 Commento
Il Nome della Rosa
Umberto Eco
1 Commento
Un piano semplice
Scott Smith
1 Commento
"Il Dio delle piccole cose"
Arundhati Roy
1 Commento
L'arciere del Re
Bernard Cornwell
1 Commento
Mostra Tutti
Credits | Segnala un abuso | Contatta la redazione | Privacy | Condizioni di utilizzo | P.iva 09749640018
  Facebook