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LE OPERE DI Marco Dolzan | Bio |
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AUTORE: Marco Dolzan
DATA: 2/6/2010
CATEGORIA: Racconto
GENERE: Fantasy
La cosa buffa


La cosa buffa di quando ti dicono che, se tutto va bene, ti restano ancora sei mesi di vita che mai e poi mai avresti pensato che, in quei frangenti, potesse assumere cos grande importanza l'igiene orale del tuo interlocutore. Ti aspetti che il giudice che sancisce il termine di questo tuo passaggio terreno assuma un'aria solenne, grave, dettata dalle circostanze. Ma quel maledetto triangolino d'insalata che gli si ficcato tra gli incisivi manda tutto all'aria. Mentre quel signore pi giovane di te, in camice bianco, inizia a spiegarti che il cancro ha gi intaccato pancreas e polmoni tu pensi solo al quel fottutissimo pezzo di lattuga verde e a come diavolo sia finito l in mezzo, tra quei denti che vedi muoversi in sincrono con il movimento mandibolare.
Finge compassione, quel ragazzotto, stretto in un camice bianco forse troppo lungo sulle maniche. Recita un copione scritto da qualche psicologo americano che l'Ordine dei medici avr adottato come pro-forma utile ad attutire il colpo. Intuisco dai labiali parole come "miracolo", abbandono", "diaspora monocellulare", ma come il boccheggiare muto di un pesce, senza suono. Tutto me stesso concentrato su quel pezzetto d'insalata verde che ha rovinato la celebrazione del mio congedo terreno. Ti parlo sul serio quando dico ste cose.
La cosa buffa di quando ti dicono che, se tutto va bene, hai ancora sei mesi di vita che non scoppi in un pianto dirotto, maledicendo il destino ingrato; specie se hai pi di cinquant' anni e hai capito che tutto ci che avresti sognato di diventare quando ne avevi venti semplicemente non si realizzato. Che non sei in giro per il mondo a promuovere il tuo ultimo best-seller, tradotto anche in cinese; che secondo te sugli ottocento metri non andavi cos male ma quell' anno di pubalgia ti ha fregato per sempre; che non sei nella giungla africana a sollevare le popolazioni rurali contro il tiranno corrotto ma aspetti con ansia il tecnico che venga ad installare la parabola per portare da cento a trecento i tuoi canali satellitari. Che ti scopri quasi a sorridere mentre esci da quell'ospedale con la tua bella cartella clinica sotto il braccio e vedi la vita andare avanti e non pi una cosa di cui devi pi preoccuparti.
Quando il dott. Scelsi mi ha stretto la mano ed ha abbozzato un sorriso mostrandomi per l' ultima volta la sua lattuga tra i denti, non ho sentito del calore umano, della partecipazione al prossimo abbandono di uno della tua stessa specie, ma quasi un sollievo particolaristico dettato dal fatto che anche quella volta non era toccato a te. Solo quello. Null'altro, attraverso quella stretta.
La cosa buffa di quando ti dicono che, se tutto va bene, hai ancora sei mesi di vita che per tutto il viaggio in bus dall' ospedale a casa non fai altro che pensare a chi pianger al tuo funerale e a chi verr per presenziare ma, fuori dalla chiesa, rider con qualche vecchio compagno di scuola ricordando la caduta del professore di latino. A chi verr anche al cimitero e a chi, invece, saluter frettolosamente tua moglie adducendo improrogabili impegni di lavoro. Paolo sar uno di quelli che pianger. Jessica indosser quei pantaloni neri e quando rivedr Antonio penser a quanto stata stupida a non rimettersi con lui subito dopo l'universit. Il prete che non mi ha mai visto avr sicuramente delle parole buone anche per un povero diavolo come me. Si tutti pi belli attraverso la porte della morte. Mi vennero in mente quelle parole del vangelo di Giovanni che dicono "Dio infatti non mand il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perch il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non verr condannato; chi non crede in lui gi condannato" . Sar condannato o redento, buttato nel fuoco della Geenna o salvato dall' infinita misericordia del Signore? Ancora sei mesi e vi dico. Guarda che ti parlo sul serio quando dico 'ste cose.
La cosa buffa di quando ti dicono che, se tutto va bene, hai ancora sei mesi di vita che scompare del tutto la poesia nel giudizio, spesso troppo indulgente, che da vivi si d della propria vita. Realizzi senza indugio che davvero quello che sei stato non giustifica un dono cos bello come quello della vita. Pensi con orrore alle domeniche perse a passare l'aspirapolvere in salotto, a quelle 38 ore buttate ad un corso di sommellier, le sere sprecate davanti a un noiosissimo reality sperando in una lite furibonda tra i commentatori. Realizzi che, semplicemente, tutto quello che sei diventato riassumibile nella formula "provetto consumatore". Di quelli filmati dalle agenzie di marketing nei supermercati per capire perch stai scegliendo quel detersivo e non quello in basso sulla destra. Cavia da laboratorio nei labirinti colorati studiati da esperti di comunicazione di massa.
Vendono a ventinove euro un dvd con la raccolta dei pi bei tramonti in giro per il mondo. Con centodiciannove euro prendi un aereo per Marrakesh e lo vedi davvero, quel tramonto. Ti parlo sul serio quando ti dico 'ste cose.
Su quel seggiolino scomodo del 68 sbarrato che mi riportava a casa, pensai che non c'era ingiustizia nel sottrarmi quel giocattolo perfetto che la vita. L'avevo avuto in dono e l'avevo sprecato. Tutto l. Irretito da scadenti messaggi pubblicitari che il Nuovo ordine mondiale ci propina senza sosta, sconfitto da un invincibile torpore da assuefazione, da una gelatinosa melma avvolgente, fatta di piccole dosi di felicit artificiali che anestetizzano il pensiero. Non avevo avuto la forza di combattere, contro tutto ci, ed avevo perso. Quella TAC in quella busta, con quell' alone nero tra fegato e polmoni, non faceva che rendere palese una sconfitta che, prima di tutto, si era consumata sulla spianata della libert d'azione che il Grande vecchio ci aveva consegnato con la vita.
La cosa buffa di quando ti dicono che, se tutto va bene, hai ancora sei mesi di vita che quando dici a tua moglie che gli esami non hanno riscontrato nulla di preoccupante lo fai per non angosciare soprattutto te stesso. Per non sentire sulle spalle il carico di vera sofferenza. Che non potresti sopportare il peso della responsabilit di impartire dolore all'unica persona che hai amato in una vita. Che da lass, chiss, le starai vicino ma adesso hai solo voglia di un bagno caldo e di una sigaretta. Il fatto di non aver mai fumato un dettaglio risibile di fronte a ci che ti aspetta.
Ti parlo sul serio quando dico 'ste cose, davvero.
Uscii quella stessa sera e il traffico di corso Vittorio ti pu sembrare quasi confortevole, quasi amico, quando hai un termine preciso per quanto ancora lo dovrai sopportare.
Inizi a piovere.
Quella pioggia leggera di settembre che serve a rendere impossibile la pulizia del parabrezza anteriore. Pensai che forse un figlio avrebbe potuto rendere meno amaro questo mio trascurabile passaggio terreno. Ma fu solo un pensiero. Non un rimpianto.
Andai verso la stazione della mia citt. Poi seguii per un po' un treno che guadagnava a fatica terreno sulla mia nuova vettura color "giallo ambizioso". L'avrei finita di pagare tra sei anni. Per un attimo mi balen l'idea di andare in banca, l'indomani, ad estinguere anticipatamente il debito. Mi misi a ridere e fu bello.
La cosa buffa di quando ti dicono che, se tutto va bene, hai ancora sei mesi di vita che mai avresti pensato che la distanza tra i binari sembra fatta apposta per accogliere comodamente il collo e l' incavo tra polpaccio e coscia, proprio dietro il ginocchio. Che sembra una culla fatta apposta per portarti dolcemente verso il nirvana. Ti chiedi perch ti sei portato dietro un rosario e pensi che in fondo questo avrebbe fatto piacere alla nonna e allora va bene cos. Se ci fossi stato anche tu avresti visto come quei fari in lontananza, accompagnati da un lungo fischio che si levava stentoreo nell'aria, attraverso le lacrime possono persino sembrare gli occhi di un Dio finalmente prossimo, misericordioso, dolce come solo l'abbraccio di un padre sa essere.


NOTE AUTORE
A star bene Bardam...
COMMENTO DEGLI UTENTI
19/6/2010 Autore: Massimo Vaj
Siamo sicuri che sia fantasy, vero? Dedicata senz'altro all'uomo medio da uno scrittore eccellente il quale, per, ha voluto restringersi ...CONTINUA
9/6/2010 Autore: luca volta
molto bella:) non sono bravo nei commenti ma mi piaciuto leggerla...interessante e rende bene contorni oramai non troppo sfumati ...CONTINUA

 
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